Marcela Serli
26 marzo dalle ore 21.30: Isola Casa Teatro, via Jacopo dal Verme 16, Milano__www.isolacasateatro.org
Border è...
….dover scrivere sotto una parola inglese il significato che ha per me, che di inglese non ho niente, oltre ad un risentimento invecchiato d’Argentina anti Thatcher, il significato, dicevo, della parola “ confine”. I confini, i limiti sono caduti, vero? O no? Di certo se sono caduti, mi devo abituare all’idea che per rispondere sul tema confine devo leggere qui sopra “ border è…”.Quindi, sperando si capisca l’ironia sudamericana, per me “ border” sono le tante parole in inglese che ormai si sono inserite in tutte le altre lingue, compreso l’italiano. Parole che unificano, e questo è bene, ma allo stesso tempo uniformano, e questo forse è meno bene, no?
Progetto
ME NE VADO
Parole per la realizzazione di un monologo movimentato e divertente sull’emigrazione
Me ne vado vuole essere un viaggio. Un viaggio crudele ma ironico intorno al mondo. Intorno alle storie del mondo. Quelle storie che hanno fatto sì che i popoli, gli uomini partano, se ne vadano. Se ne vadano alla ricerca di un luogo felice. O almeno vivibile. Me ne vado è un ode al movimento forzato. È un canto sull’emigrante. Su colui che se ne va perché non ne può più. Su colui che scappa. Me ne vado vuole anche essere uno sguardo leggero verso la miseria dell’uomo. L’umana miseria.
Il percorso drammaturgico e l’interesse per questo argomento è iniziato molti anni fa quando nel settembre del 1999 sono andata in Albania per lavoro, l’Albania si mostrò eccessivamente forte davanti ai miei occhi, per non vederla. L’Albania mi sorprese. Mi sorprese il paesaggio umano. Dal momento in cui scesi dal traghetto fino all’arrivo a Tirana fu tutto stupore. Mi stupiva la somiglianza con il “paesaggio umano” della mia città, Tucumàn, in Argentina. La povertà si assomiglia ovunque. La povertà umana anche. Ecco, ho deciso di scrivere un testo che raccontasse, non in forma di narrazione, ma in forma di situazioni-poetiche, l’andarsene. Ho deciso di scegliere anche un punto di vista: il mio. E presumere dunque, che il mio arbitrario punto di vista, possa essere sufficiente, per raccontarvi questa storia. Me ne vado è uno sfogo. È lo sfogo di quattro generazioni di emigranti (anche i miei bisnonni lo erano e in modo ancora diverso). Me ne vado avrà una danza parlata. Una danza ispirata alla Murga: ballo di origine argentina e uruguaiana, dedicato al carnevale.
Attività/curriculum
Nata a Tucuman, in Argentina. Come attrice ha lavorato con diversi registi tra I quali Alessandro Marinuzzi, Carlos Alsina, Giorgio Pressburger, L’impasto compagnia di Alessandro Berti e Michela Lucenti, Diego de Brea, Matjaz Berger, Valeria Talenti, Sabrina Morena, Roberto Piaggio, Serena Sinigaglia. Oggi è in tournée con gli spettacoli “1989: crolli” e “Buonanotte Desdemona” per la regia di Serena Sinigaglia Nel 1999 con il regista Alessandro Marinuzzi fonda “Laboratorio X” (formazione di artisti europei guidati da Marinuzzi per lo sviluppo di una ricerca teatrale approfondita, singolare e “visionaria”), Nel 2001 riceve il premio del pubblico Miglior spettacolo al Festival teatrale internazionale di Umago (Croazia) con Occhi lucidi , monologo da lei scritto e interpretato, Teatro Stabile del FVG. Scrive e mette in scena diversi spettacoli. Firma la drammaturgia e la regia di "Aurora corrosiva" da A. Merini con la Compagnie de l'Octogone (Parigi) e Compagnie Fraction (Bruxelles), di “La Carmen” per Amaranteghe Teatro Indagine, di “Giovanni” per Aparte, di “All’amore io ci credo” per l’ATIR. Per diversi anni è responsabile di diversi progetti teatrali nell’ambito dei Centri di Salute Mentale di Trieste e di Gorizia mettendo in scena spettacoli. Come attrice e come cantante interpreta alcuni spettacoli di tango. Per il cinema ha lavorato con Bigas Luna, Roberto Dordit, Paolo Fattori, Maurizio Zaccaro, Matteo Oleotto. È stata l'aiuto regista di Giorgio Pressburger in diverse produzioni sia di teatro di prosa sia di opera lirica.
marcelaserli@yahoo.it
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