Giuseppe Baresi
Border è...
Che cos’è oggi il confine della città e quali sono i suoi limiti? Baresi si concentra sulla periferia della città e sulla sua evidente e più vistosa evoluzione.
Milano si presenta in scritta nera su sfondo bianco e termina in nero su bianco barrata di rossa: viene dedicata un’attenzione quasi ossessiva ai cartelli stradali che teoricamente dovrebbero indicare l’inizio della città e la fine della periferia ma che in realtà rappresentano limiti immaginari che l’uomo ha già modificato.
Progetto
"120 mt s.l.m." (120 metri sul livello del mare.) Video/film di Giuseppe Baresi
viaggio tra punti sulla carta, cartelli di confine e segni della periferia di Milano 30'- S16-Beta SP - 2002/2003 regia/fotografia/montaggio: Giuseppe Baresi musiche: Sentieriselvaggi voce: Giuseppe Cederna ricerche testi: Isabella Rigamonti produzione : Giuseppe Baresi Stilo, Provincia di Milano Settore Cultura. E così restando ai bordi, sono andato a vedere, a cercare. Dove finisce, e dove comincia una città? Milano. Da Fulvio Testi a Sesto San Giovanni. Da Via Novara al Lorenteggio, dai Navigli al Gratosoglio, dalla statale del Sempione alla Padana Superiore, dalla Comasina a via Corelli, a Quarto Oggiaro. Milano. Ho trovato e filmato ad altezza d’uomo, a nove passi di distanza, con lo stesso obiettivo dodici millimetri, trentanove cartelli “Milano”, settantotto soglie: trentanove entrate e trentanove uscite. Milano. Scritta nera su fondo bianco. Una barra diagonale rossa se esci. (…) Continuo con quest’ultimo video/film (chiamo così i lavori in cui utilizzo entrambi i supporti) quella parte di ricerca sulla forma, attorno all’idea stessa di “documentare-descrivere” ciò che ci circonda. In questo caso poi dato il soggetto scelto ho cercato inizialmente un metodo più oggettivo... che in questo caso è rappresentato dal percorso, sulla carta geografica con dei tragitti, con delle regole di ripresa per cercare la periferia di una città. Si tratta di Milano, ma potrebbe essere una qualunque grande città con problemi simili. Ho sentito poi inevitabile anche un livello più personale e quindi la forma del diario, dichiarando a volte, le fasi del lavoro, la mia presenza,i dubbi.
Giuseppe Baresi -
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